Morten Andersen

Provando ad immaginare come si potrebbe spiegare questo tipo di fotografia ad un semplice fotoamatore ci si rende subito conto che oltre all’aspetto tecnico vi è una componente che va oltre la ragione, un aspetto da non sottovalutare in quanto fondamentale ai fini comunicativi.

E’ questo un modo di rappresentare il proprio IO senza troppi filtri, diretto.

Coloro che hanno vissuto particolari momenti, chi per l’ennesima volta si ritrova a dover ricercare i propri passi nel buio potrebbe estrapolare da questi lavori qualcosa di più… un’intimità che va ben oltre il racconto verbale e che presuppone appunto un bagaglio di esperienze di un certo tipo per una corretta comprensione.

Figure fuori-fuoco e strade desolate fanno da contorno ad una metropoli quasi sempre sporca, brutale ma viva e poetica allo stesso tempo. Una presenza umana imprigionata nel bianco e nero di una città che affascina per la sua decadenza.

Consiglio vivamente il sito:

http://www.shadowlab.no

Morten Andersen (Akershus, Norvegia, 1965). Inizia a fotografare nel 1980 e per anni continua a fotografare, anche per la stampa, gruppi musicali norvegesi. Nel 1990 si trasferisce a New York dove studia all’International Center of Photography. Poi fonda Hit Me Records con un vecchio amico Kjetil Andersen e lancia dei dischi con bands Norvegesi come i Gluecifer, Backstreet Girls, Turbonegro, Fuck Ups, prima di concentrasi sulla fotografia e pubblicare i suoi libri: Fast City (1999), Days of Night (2003), Oslo F. (2005), Leira (2006), White Nights (2006), Fast/Days (2007), Ass time goes by (2008), Blå Skog/Blue Forest (2009), Jetlag and Alcohol (2009) and Color F (2010). Ha esposto il suo lavoro in numerose mostre in Italia e all’estero, personali e collettive.

© all rights reserved to owner e/o publisher

Un personale ringraziamento direttamente a M. Andersen per la sua disponibilità.

Informazioni su Massimiliano Perasso

http://www.massimilianoperasso.it http://www.massimilianoperasso.com

  1. Questo fotografo ha uno stile che certe volte ritrovo anche in te, anche se nelle tue foto trovo più risposte ai miei quesiti🙂

    • Grazie Doc.Massis. non possono che esser belle parole le tue. Forse abbiamo gli stessi “quesiti” e tanto in comune (in primis…il passato e probabilmente un certo modo di interpretare la nostra piccola realtà). Non nego di aver trovato risposte anche nei tuoi scritti. Lo sai.

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